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Nella
Valle delle Ferriere, passeggiando lungo il corso del rio Canneto, i resti
di alcune cartiere vi faranno rivivere i gesti di unantica tradizione, quella
della fabbricazione manuale della carta.
Utilizzando stracci di cotone, lino o canapa, messi a macerare in acqua, si produceva
questimportante manufatto oggi ricercatissimo anche allestero.
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Tale
tecnica, inventata dai Cinesi nel I sec. a.C. e presto adottata e divulgata dagli
Arabi, fu appresa dagli Amalfitani che con questi intrattenevano floridi rapporti
commerciali.
Essa
consisteva nellottenere una poltiglia di cellulosa che, stesa su appositi
telai, veniva trasformata in fogli successivamente pressati e messi ad asciugare
su lunghi stenditoi esposti
ai venti dominanti.
Delle
tante cartiere esistenti un tempo soltanto due (visitabili) sono ancora rimaste
in attività; le restanti, ormai diroccate, sono disseminate nella Valle
delle Ferriere, a testimonianza del passato.
Proseguendo verso lalto della Valle, circa a metà percorso, si scorge
larco dingresso dellantica fabbrica da cui la Valle trae il
nome.
In tale opificio, dal minerale grezzo importato dallisola dElba e
dalla Puglia, si estraeva il ferro destinato alla lavorazione nelle varie botteghe
artigiane della Repubblica.
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